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L’INTERVISTA – Girfalco, l’amministrazione Scarfini al bivio, Legambiente e Italia Nostra: “Condivisione in consiglio comunale e variante al progetto esecutivo”

Paolo Paoletti 8 min di lettura

di Paolo Paoletti

Il sindaco Alberto Scarfini e la sua amministrazione devono fare una scelta. Dopo la raccolta di oltre mille firme a sostegno della tutela del Girfalco, il Coordinamento Ambientalista torna a fare il punto a difesa del Duomo di Fermo. In questa intervista, il presidente di Italia Nostra Fermo Lorenzo Trentuno e quello di Legambiente Fermo Endrio Cruciani ripercorrono le tappe della mobilitazione, commentano il rapporto con le istituzioni e illustrano le proposte avanzate per il futuro di uno dei luoghi più identitari della città di Fermo. Il tutto lanciando un chiaro messaggio al primo cittadino e alla sua giunta: passaggio in consiglio comunale e variante al progetto esecutivo.

Vi aspettavate di raccogliere oltre mille firme o il risultato ha superato le vostre aspettative?

Trentuno: Il risultato ha indubbiamente superato le nostre aspettative iniziali, rappresentando una chiara e inequivocabile conferma del profondo interesse della cittadinanza per le sorti del nostro territorio. Richiedere ai cittadini un impegno in prima persona, formalizzato attraverso una firma, non è mai un’operazione semplice, eppure abbiamo riscontrato un’ampia condivisione e una partecipazione spontanea che testimoniano quanto la tutela del Girfalco sia un tema fortemente avvertito dalla comunità. Anche se i termini per firmare sono scaduti, l’interesse resta molto alto: tantissimi avrebbero voluto ancora aderire e i pareri raccolti confermano un grande sostegno all’iniziativa.

2. Chi sono le persone che hanno firmato? Avete percepito una partecipazione trasversale dal punto di vista politico e generazionale?

Cruciani: La partecipazione è stata assolutamente trasversale sotto ogni punto di vista. Hanno firmato cittadini di ogni ideologia politica e di tutte le fasce d’età. Il Girfalco è un luogo identitario che ha accompagnato ed accompagna tuttora la vita dei fermani in ogni sua fase, vissuto e amato in modi diversi a seconda delle generazioni, motivo per cui la sua salvaguardia sta a cuore a tutti. Le nostre Associazioni operano al di fuori delle logiche di partito e la risposta della cittadinanza è stata chiara: i fermani hanno compreso la natura puramente civica della nostra azione e hanno scelto di sostenerla con convinzione.

3. Ora che Fermo ha il suo nuovo sindaco, Alberto Scarfini, figura in continuità con Calcinaro, ovvero l’amministrazione che ha seguito l’attuale progetto di rifacimento del Girfalco, vi aspettate una strada in salita?

Trentuno: Non ci aspettiamo una strada più in salita rispetto a quella percorsa finora. Da parte nostra, confermiamo la massima disponibilità al dialogo con le istituzioni. Restiamo fermamente aperti al confronto, con l’obiettivo di proseguire le interlocuzioni già avviate in modo costruttivo sia con l’Ufficio Tecnico Comunale, sia con l’ex Assessore Luciani. La nostra priorità rimane la salvaguardia del Girfalco, indipendentemente dagli assetti politici. È opportuno ribadire che il Coordinamento Ambientalista si è attivato nel febbraio 2026, subito dopo l’approvazione del progetto esecutivo, avvenuta in data 30 gennaio. Con l’assemblea pubblica del 7 marzo e il successivo avvio del cantiere, la nostra azione ha seguito passo dopo passo l’evolversi della situazione. Ciò dimostra che le nostre tempistiche dipendono esclusivamente dalla successione cronologica degli eventi istituzionali.

4. Quale risposta pensate concretamente di ricevere dopo la consegna delle firme e la richiesta di accesso agli atti, ora che le elezioni sono passate?

Cruciani: Riteniamo sia un atto doveroso e democratico che la questione venga portata all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, il quale rappresenta la massima espressione della democrazia cittadina. Di recente abbiamo ricevuto una comunicazione a firma dell’ex Vicesindaco, in merito agli ultimi aggiornamenti sull’area giochi e sul confronto in atto con la Soprintendenza. Ci aspettiamo che questo dialogo prosegua in modo trasparente e corretto.

5. La precedente amministrazione, tramite l’ex assessore Luciani e l’ex vice sindaco Torresi, sostiene di aver già introdotto modifiche e correttivi. Li ritenete sufficienti o si tratta di interventi marginali?

Trentuno: Allo stato attuale, riteniamo che i correttivi proposti non siano sufficienti. Ci sono state comunicate, sempre relativamente all’area giochi, alcune migliorie puntuali e di altre ne abbiamo visto direttamente la realizzazione. L’impostazione generale e lo spirito complessivo del progetto ci sembrano purtroppo invariati. Pur registrando alcune aperture anche sugli interventi nel resto del Girfalco, preferiamo non esprimerci in modo definitivo prima di aver esaminato con attenzione e con il supporto di esperti del settore gli esiti dell’accesso agli atti formulato circa venti giorni fa, al quale abbiamo ricevuto risposta proprio in data odierna.

6. Questi ritocchi rappresentano una vostra vittoria oppure confermano le criticità che denunciavate da tempo?

Cruciani: Questi interventi confermano in modo inequivocabile la fondatezza delle criticità che avevamo sollevato fin dal principio. Le problematiche che avevamo tempestivamente evidenziato stanno gradualmente venendo al pettine. Riteniamo che se le Associazioni e i cittadini fossero stati ascoltati sin dalle prime fasi della progettazione, si sarebbero potuti evitare questi ritardi, guadagnando mesi preziosi viste le tempistiche contingentate.

7. Se Scarfini vi convocasse domani, quale sarebbe la prima richiesta che portereste sul tavolo?

Trentuno: La nostra prima e fondamentale richiesta sarebbe quella di istituzionalizzare l’ascolto attivo della cittadinanza e delle Associazioni prima di intraprendere qualsiasi scelta strategica per la città. Ribadiamo con fermezza che l’errore principale di questa vicenda risiede nel metodo, ancor prima che nel merito: i grandi progetti urbani non possono essere calati dall’alto o adattati a seconda del finanziamento disponibile, ma devono nascere da un percorso di partecipazione condivisa nell’ottica di migliorare lo spazio urbano e la vita cittadina sotto innumerevoli aspetti economici, sociali e culturali. Dal punto di vista pratico la richiesta degli oltre mille firmatari della petizione rimane invariata: sospendere temporaneamente i lavori per realizzare, con sguardo complessivo e non limitato ad alcuni settori di intervento, una variante al progetto esecutivo.

8. Siete disposti a scendere a compromessi oppure ci sono punti sui quali non siete disponibili a trattare?

Cruciani: La questione non riguarda la disponibilità a scendere a compromessi. Le osservazioni e le varianti che proponiamo non sono pretese di parte, ma considerazioni di buon senso, ampiamente condivise con esperti del settore e finalizzate esclusivamente a migliorare la qualità del progetto a beneficio dell’intera cittadinanza e nel rispetto del Girfalco. Come Associazioni, il nostro ruolo è quello di offrire supporto e di agire come facilitatori nel dialogo tra l’amministrazione ed i cittadini: non spetta a noi porre veti o prendere decisioni specifiche riguardanti le opere da eseguire.

9. Dopo oltre mille firme raccolte, cosa direste oggi a chi vi ha accusato di voler semplicemente bloccare un’opera pubblica e i suoi relativi finanziamenti?

Trentuno: Rispondiamo che non è mai stata nostra intenzione bloccare il progetto. Si è trattato di una strumentalizzazione narrativa infondata. Le associazioni sono da sempre favorevoli alla riqualificazione dell’area. Il problema risiede in scelte progettuali che rischiano di non tutelarne l’impianto storico e ambientale. Il Piazzale del Girfalco merita infatti un intervento conservativo attento, che valorizzi il paesaggio, i manufatti storici, gli arredi e le superfici esistenti, evitando linguaggi architettonici invasivi e non idonei al contesto, che finirebbero per snaturare l’immagine monumentale, civile e religiosa del Girfalco, così come è impressa nella memoria e nell’identità dei fermani. La soluzione da noi proposta non risiede pertanto come già detto nell’ostacolare l’opera o nel bloccarne l’iter, bensì nel disporre una sospensione temporanea, limitata al tempo strettamente necessario per elaborare una variante progettuale, garantendo poi la regolare ripresa e conclusione dei lavori.

10. Ritenete che la vicenda del Girfalco abbia aperto un problema più generale sul coinvolgimento dei cittadini nelle grandi trasformazioni urbane?

Cruciani: Assolutamente sì. La vicenda del Girfalco ha sollevato un nodo cruciale che riguarda i modelli di gestione del nostro territorio. Gli strumenti urbanistici e normativi idonei a garantire la partecipazione pubblica esistono già nel nostro ordinamento, ma la loro reale efficacia dipende spesso esclusivamente dalla volontà politica dell’amministrazione comunale di attivarli concretamente. Quando si pianificano trasformazioni urbane di tale portata e impatto storico, la partecipazione non può essere considerata un mero adempimento burocratico, specie se a cose fatte, ma deve diventare un pilastro fondamentale dell’intero iter progettuale.

11. Il Comune dovrebbe prevedere strumenti permanenti di consultazione pubblica per i progetti più rilevanti?

Trentuno: Il Comune di Fermo possiede già nel proprio statuto e nei vari regolamenti gli strumenti idonei a questo scopo, come ad esempio la Consulta delle Associazioni Ambientaliste o il Registro Comunale delle Associazioni. Non è dunque necessario creare nuove forme di partecipazione, bensì rendere operativi, strutturati e sistematici gli organismi già esistenti. Questi tavoli permanenti di consultazione non devono rimanere formali, ma essere convocati preventivamente per ogni progetto di rilevanza pubblica, trasformando il patrimonio di competenze delle Associazioni, ciascuna secondo le proprie finalità, in una risorsa strategica per l’amministrazione. Ci auguriamo che la nuova Amministrazione intenda procedere in tal senso, noi saremo certamente pronti a dare il nostro contributo.

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Paolo Paoletti

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