La politica umiliata, Diprè fa spettacolo. La prima sfida dei candidati: difendere Fermo dal circo social
di Paolo Paoletti
Le immagini di Andrea Diprè che annuncia in un video la sua candidatura a sindaco di Fermo non fanno sorridere. O meglio: fanno sorridere, sì, ma è un sorriso amaro. E’ da oggi pomeriggio che ho iniziato a ricevere messaggi Whatsapp: “Sarà da ridere”; “Sarà uno spettacolo” ; C’è da divertirsi” e via dicendo. Basta guardare il logo di una delle due presunte liste del ‘candidato’ per rendersi conto che, quella rappresentata in forma stilizzata, è tutto tranne che Fermo.

E’ in realtà la fotografia perfetta di dove siamo arrivati. La politica trasformata in spettacolo e la città ridotta a palcoscenico. Diprè, per chi non lo conoscesse, è un personaggio costruito sui social negli anni, diventato noto per interviste molto provocatorie, contenuti che sono estremamente sopra le righe e scelte comunicative volutamente controverse. Basta fare una ricerca su Google per capire di chi si tratta.
E allora anche il post ironico scritto dall’ex Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro su Facebook, che annuncia il suo “ritorno dalle vacanze all’estero per difendere Fermo”, fa sorridere. Ma fa sorridere perché è vero. Perché è esattamente quello che molti hanno pensato, io per primo: ma davvero siamo arrivati a questo punto?
La ‘candidatura‘di Diprè, costruita su slogan del tipo: “Insieme per un futuro più Fermo”, provocazioni e un linguaggio che mescola marketing televisivo e rottura, è il prodotto perfetto dell’era social. Non importa se sia reale, credibile o praticabile (annuncia zero liste di attesa per la sanità) . Importa che funzioni. Che generi visualizzazioni. Che faccia parlare. È uno show. Non a caso ‘gli sfidanti’ vengono invitati ad un confronto televisivo. E infatti funziona e sta spopolando sui social e nei vari siti d’informazione locale e non, con migliaia di letture. Ma proprio per questo è una ‘candidatura’ pericolosa. Mentre si ride, mentre si commenta, mentre si condivide, il livello della discussione pubblica si abbassa. Si svuota e si allontana dai problemi veri, quelli che non fanno visualizzazioni. Asite, caro energia, futuro del centro storico, emergenza abitativa, Lido Tre Archi, Piazza del Popolo sempre più abbandonata dal commercio, ‘distruzione’ del Girlfalco, parcheggi, stagione estiva e tanto altro ancora: tutto scomparso.
E allora il punto non è Diprè. Probabilmente non verrà depositata alcuna lista. Diprè è una conseguenza. Il primo compito dei candidati ‘veri’, Scarfini, Malvatani, Di Ruscio, Tosoni, (per il momento), è riportare questa campagna elettorale sui problemi concreti.
Fermo non è un post virale dove vince chi ottiene più like. Siamo una comunità e in quanto tale non ha bisogno di “rotture totali”, come dice Diprè davanti a una telecamera e nel suo comunicato stampa.
Ha bisogno di risposte dalla politica. Di continuare quello che di buono è stato fatto e di cambiare e correggere gli errori del passato. Sicurezza, economia, sport, identità, aiuti alle famiglie: parole che Diprè usa, e che tutti usano, ma che fanno la differenza solo quando diventano progetti.
Il rischio, altrimenti, è semplice. Abituarsi a pensare che tutto sia spettacolo e intrattenimento. Che anche scegliere chi governa una città sia poco più di un video da scrollare su TikTok o Instagram. E invece no.
Questa non è una puntata di uno show di Corona. È Fermo. E’ la mia città. E merita molto di più.
Su una cosa ha ragione, non darebbe peggiore degli altri candidati! Fermo meriterebbe di più, ma i suoi cittadini no, perchè non si interessano della loro città, dei problemi che l’affliggoni da oltre dieci anni, del degrado del centro storico, della svendita del patrimonio, delle strade dissestate, dell’incuria per il verde pubblico. I cittadini sanno solo che tre o quattro volte l’anno si organizzano festeggiamenti, e questo secondo loro mantiene in vita Fermo, nel resto dell’anno moribonda