L’INTERVISTA – AVS sfida la politica delle sagre in piazza. Fanci: “Alle feste della birra rispondiamo con la lotta per i diritti”
di Paolo Paoletti
Dalla legittimazione del diritto a disporre del proprio corpo, anche nelle scelte legate all’aborto, alla volontà di non girarsi dall’altra parte di fronte alle discriminazioni, con un’attenzione concreta alle minoranze e ai diritti della comunità LGBTQ+ e delle famiglie omogenitoriali. Ma anche una critica netta a un modo di fare politica ridotto a eventi e vetrine: si fa la “festa della birra” in Piazza del Popolo mentre il centro storico si svuota, dopo anni di investimenti concentrati su Campiglione.
Abbiamo intervistato Giovanna Fanci, nuova segretaria di Alleanza Verdi Sinistra a Fermo e Porto San Giorgio. Quella in corso è la sua prima campagna elettorale con una lista AVS. Ne emerge una figura determinata, capace di rafforzare l’identità di un partito che sta intercettando sempre più adesioni, soprattutto tra i giovani, e che si presenta in questa campagna elettorale non come forza di testimonianza, ma con la volontà di incidere realmente su temi come ambiente, diritti e giustizia sociale, costruendo un progetto che parta dal territorio.

Arriva alla guida AVS di Fermo e Porto San Giorgio con un profilo accademico e sociale: cosa può portare di diverso rispetto alla politica tradizionale del territorio?
Credo che il bagaglio di esperienze e di studi che porto con me possa contribuire a costruire quella prospettiva politica già consolidata da AVS e attenta alle dinamiche sociali e ai loro effetti sulla comunità, sia positivi che negativi. Analizzare il contesto sociale ed economico è il presupposto logico e necessario per elaborare decisioni pubbliche efficaci. La decisione efficace è quella che delinea un obiettivo e si propone di raggiungerlo, ma non può essere di breve termine, talvolta, ahinoi, anche di brevissimo! La politica pubblica efficace deriva da una programmazione di ampio respiro. Per intenderci non può essere la Festa della birra in Piazza del Popolo mentre si svuota il centro perché sono anni che si investe su Campiglione! Ringrazio tuttɜ lɜ compagnɜ di AVS perché mi hanno accolta e mi accompagnano con convinzione e sostegno in questa esperienza politica, per me nuova, offrendomi un terreno fertile di scambio e riflessione.
Qual è oggi, secondo lei, la vera emergenza del Fermano che la politica sta ignorando?

Difficile trovare un’espressione che possa comprendere la complessità del problema. Concentrandomi sull’idea di emergenza risponderei che questa si materializza innanzitutto nel rischio di marginalità e nel disagio socioeconomico. Tanti cittadini – preciso non solo stranieri – vivono condizioni di difficoltà economica e di inadeguatezza personale ed emotiva. Rispetto alla prima sono mancate politiche di supporto alle famiglie e al lavoro strutturali ed efficaci (anche in questo caso interventi spot, tramite i cd bonus, che lasciano il tempo che trovano). I problemi sono stati affrontati nelle stanze del Comune senza ascoltare le associazioni di categoria, i sindacati, gli attori della cooperazione sociale e del volontariato. Per quanto riguarda il senso di inadeguatezza che si insinua tra tuttɜ noi silenziosamente e quotidianamente questo viene alimentato dalla superficialità delle figure pubbliche locali che organizzano eventi, fanno la loro passerella e i cittadini rimangono spettatori inermi di un bailamme, che può avere effetti devastanti su chi vive una condizione di fragilità. Inutile e ipocrita chi poi si rammarica dell’aumento del numero di persone che non si recano più ai seggi elettorali.
Pensa che Angelica Malvatani sia la figura giusta per ricoprire il ruolo di sindaca?
Credo proprio di sì, soprattutto rispetto alle preoccupazioni esposte poc’anzi. Conosco Angelica già da qualche anno. Siamo state colleghe all’IPSIA di Fermo e siamo “appassionate” del sistema penitenziario italiano perché entrambe volontarie nella Casa di Reclusione di Fermo. Angelica da anni segue la redazione del giornalino interno, “L’altra chiave”. Ha sempre mostrato una profonda capacità di ascolto, uno spirito di collaborazione e una competenza di analisi critica delle situazioni. Queste sono risorse molto importanti per chi è chiamato a governare una città capoluogo di provincia.
Da Avs ci si aspetta una sensibilizzazione importante sul tema dei diritti, è forte il suo impegno per quanto riguarda la situazione nelle carceri giusto?
Sì, come dicevo sopra, è la mia passione! Da grande avrei voluto fare il Magistrato di sorveglianza. Ero una giovane studentessa liceale e, dopo aver visto una trasmissione RAI di approfondimento, ho detto ai miei genitori che avrei voluto occuparmi di quel mondo. Poi le circostanze della vita mi hanno portata dapprima a studiarlo, fare ricerca, scrivere e poi fare la volontaria dell’Associazione Antigone Marche. Ho fatto visite per l’Osservatorio di Antigone, abbiamo organizzato eventi di sensibilizzazione nel Fermano (anche nelle scuole, che rimangono i luoghi più stimolanti!) e, dal 2021, mi occupo dello Sportello di ascolto dentro l’Istituto di pena fermano.

Anche rispetto a questo tema ringrazio i compagnɜ che manifestano sensibilità. Lo scorso luglio io e Peppino Buondonno abbiamo presentato il libro di Silvia Salis a Porto San Giorgio, “La vipera”. Quella è stata una occasione per sensibilizzare la cittadinanza verso una condizione di forte sofferenza che, purtroppo, ancora nel 2026 non mostra segni di alleviamento. Anzi, negli ultimi due anni e mezzo, si sono succedute numerose circolari ministeriali e dell’amministrazione penitenziaria che nascondono un fine meramente punitivo e deterrente allontanandosi anni luce dalla finalità rieducativa sancita dall’art. 27 della Costituzione. Anche noi volontari ne stiamo risentendo e di questo siamo molto preoccupati. Inumano non rispettare la condizione di uomini ristretti, che, per di più, sono “nelle mani dello Stato” che dovrebbe proteggerli e aiutarli a capire l’errore commesso, se autori di reato.
Cosa ne pensa dei diritti della comunità LGBTQ+ e delle famiglie omogenitoriali, in questi anni sotto attacco del Governo Meloni? Spesso i Comuni ed i sindaci rappresentano una speranza e un appiglio in controtendenza con le politiche nazionali e sono poche le forze politiche che si espongono per quella che di fatto è una minoranza...
Ha toccato uno dei punti di snodo politico. Dal nostro punto di vista le istituzioni pubbliche devono garantire i diritti di personalità e, nel caso specifico, di genere a tuttɜ, mettendolɜ nelle condizioni di poter esercitarli, sia che siano maggioranza sia che siano minoranza tra i cittadini. L’umanità è molteplice e la molteplicità è una risorsa, è ricchezza. Il governo di una città, come quello di uno Stato, non può e non deve girare la faccia dall’altra parte, perché sarebbe un atto di ipocrisia e di mancanza di rispetto. Pertanto, la politica comunale deve prestare attenzione ed essere spazio in cui creare e condividere con altri enti buone prassi di tutela dei diritti della comunità LGBTQ+ e delle famiglie omogenitoriali. Si pensi, a mero titolo esemplificativo, a tutta la attività di promozione e di condivisione che promana dalla Rete R.E.A.DY. È nata a Torino nel 2006 in occasione di un Pride nazionale in collaborazione con il Comune di Roma e negli anni ha raccolto adesioni da parte di tanti enti locali diventando una vera e propria fucina di idee e buone prassi. Basterebbe semplicemente iscriversi a questa rete per conoscere altre esperienze, strategie e, perché no, osservarne anche i risultati laddove le decisioni si siano realizzate diventando prassi.
Parliamo di aborto, lei sa bene che la maggioranza Calcinaro si è spaccata in consiglio comunale proprio durante la discussione di una mozione sull’applicazione della legge 194 saltata per mancanza di numero legale con La Città Che vogliamo di Pascucci e Trasatti uscita dall’amministrazione. Crede che questo territorio non abbia ancora la maturità per la piena applicazione di questa legge?
No, anzi penso che si stia animando un movimento sociale, molto ampio e diffuso tra i cittadini, sensibile al riconoscimento dell’autodeterminazione della donna anche attraverso la legittimazione del diritto a disporre del proprio corpo. L’Italia è uno stato laico e come tale deve mettere ogni cittadina nelle condizioni di esercitare i suoi diritti ogniqualvolta voglia, altrimenti si fortifica il sospetto che la laicità ceda il posto ad altro tipo di ingerenze morali. Rispettando la tutela dell’obiezione di coscienza, occorre garantire che le donne possano trovare nelle strutture sanitarie pubbliche medici che possano aiutarle.
Un dato importante è che, anche a livello nazionale AVS si sta consolidando nel panorama politico italiano come forza progressista e sono tanti i giovani che la scelgono in alternativa al PD, perché secondo lei?

Al centro delle nostre battaglie e, quindi, della nostra visione di società ci sono i giovani non semplicemente perché sono il nostro futuro, ma soprattutto perché sono il nostro presente, perché da loro viene la forza creativa e stimolante, perché, purtroppo, manifestano, con il loro corpi e le loro voci, la loro condizione di subordinazione rispetto a macro-dinamiche sociali che si perpetuano nel tempo senza mutare. Le questioni, tuttora irrisolte, legate al pieno e reale riconoscimento dei generi, all’ambiente, alla guerra, alla formazione e al lavoro hanno fatto da detonatore e hanno veicolato quella voglia di manifestare, di far sentire la propria voce, di muoversi nelle piazze e nelle vie delle città smentendo quella falsa credenza – accomodante per gli adulti che sfuggono alle proprie responsabilità – per cui “i giovani d’oggi non hanno una visione, non hanno obiettivi, sanno stare solo al cellulare”. Vorrei domandare a chi arriva a certe conclusioni semplicistiche se per caso non siamo noi adulti a non ascoltare il loro grido di aiuto. Per quanto ci riguarda il nostro programma prevede la creazione uno o più spazi pubblici in cui ragazze e ragazzi possano incontrarsi, parlare, coltivare passioni e interessi, crescere insieme. La mancanza di luoghi ad uso gratuito nel Comune di Fermo rappresenta per noi una lacuna che va colmata subito. Vanno organizzati punti di ascolto e di supporto psicologico. Va introdotto il salario minimo comunale.
Da Porto San Giorgio a Fermo, quali sono gli errori più grandi commessi dalle due amministrazioni, nel caso sangiorgese Vesprini e quello fermano Calcinaro/Torresi?
Senza dubbio è centrale la scelta di non proporre un programma politico all’inizio del mandato di lungo termine su cui, a fine legislatura, poter osservare gli obiettivi raggiunti e valutare nel merito le strategie adottate. Questa mancanza è strettamente connessa alla ipocrita decisione di non aderire a un partito politico ma di seguire il perverso fenomeno del civismo. Non si tratta di una questione di lana caprina perché implica non assumersi la responsabilità politica delle proprie azioni nei confronti dell’elettorato, significa, letteralmente, non risponderne, mentre, in realtà, le maggioranze comunali si costruiscono su gruppi ascrivibili a partiti politici e questi sono necessari per portare avanti il governo di Fermo e Porto San Giorgio. Ulteriore conseguenza è la scelta di interventi estemporanei. Al di là di quanto è stato fatto con i fondi del PNRR, soldi, ricordo, che i cittadini dovranno restituire, non ci sono state decisioni programmatiche, di visione. A questo si aggiungono scelte incomprensibili che quasi integrano ipotesi di danno erariale. Una per tutte: la vendita della Stazione di Santa Lucia a Fermo.
La situazione della guerra in Iran quanto la preoccupa? Il caro energia e il costo del carburante come influiranno nel vostro programma elettorale?
Sono e siamo molto preoccupati per la guerra in Iran e in tutti quei contesti in cui si muore quotidianamente perché pochi folli criminali considerano la vita delle persone meno di zero, distruggendo paesi, città, infrastrutture, edifici pubblici senza ritegno. Non si presta più attenzione a Gaza e allo sterminio di un popolo ancora in atto! È estremamente grave, perché oltretutto ci dà la misura della fragilità degli uomini di fronte alla follia di un uomo sconsiderato al comando. Forse ci siamo illusi che la storia avrebbe insegnato qualcosa; osserviamo, invece, come le dinamiche di potere agiscono in modo indisturbato e immutato. La guerra ha costi umani altissimi, importanti costi economici ed effetti devastanti sui mercati. Il nostro programma prevede aiuti economici alle famiglie e alle piccole e medie imprese, che non hanno risorse sufficienti a reagire alle speculazioni dei mercati, intervenendo sui costi delle utenze. È miope, dal nostro punto di vista, dire che rischiamo la recessione e, quindi, chiedere all’UE dobbiamo essere esonerati dal rispetto del Patto di stabilità europeo, come ha fatto un nostro ministro in queste ore! Occorre ricostruire il ruolo del nostro Paese nelle relazioni diplomatiche internazionali. Finora il Governo italiano si è mostrato troppo accondiscendente – per usare un eufemismo – nei riguardi delle scelte Capo di Stato americano. Forse la scarsa frequenza con cui il nostro Capo di Governo e i suoi Ministri vanno a riferire in Parlamento sulle vicende internazionali è sintomo di una loro difficoltà di gestire le relazioni con Russia, Usa e Israele?
Si sente pronta per affrontare questa sfida? È la prima volta che AVS si presenta con una sua lista alle elezioni comunali di Fermo.
Assolutamente sì, negli ultimi anni è cresciuto in maniera importante il numero di iscritti a Sinistra Italiana nel fermano e la campagna elettorale per le ultime elezioni regionali è stata un’opportunità ulteriore per farci conoscere, abbiamo girato il territorio della Provincia di Fermo in lungo e in largo. È stato molto stimolante e potente da un punto di vista umano. Inoltre, siamo sempre presenti nelle piazze con i nostri banchetti: le occasioni più recenti sono state il referendum sul lavoro e quello ultimo sulle carriere dei magistrati e sul Consiglio superiore della Magistratura. Siamo conosciuti e riconosciuti e questa è la forza motrice delle nostre battaglie politiche.

Giusta la lotta per il riconoscimento dei diritti di tutti, ma direi che l’amministrazione per anni ha investito solo su Campiglione è errato in quanto tutte le attività commerciali aperte a Campiglione sono di iniziativa privata e non del Comune 🤷