Interferenze

Cerca Articoli

Senza categoria

Il primo Consiglio comunale e quello striscione rimasto senza risposta: la forza del consenso e il dovere del confronto

Paolo Paoletti 4 min di lettura

di Paolo Paoletti

FERMO – E’ andato in scena il primo Consiglio comunale dell’amministrazione Scarfini. Come da tradizione, i consiglieri neoeletti si sono presentati in gran spolvero per un appuntamento che merita il rispetto e l’autorevolezza riservati al massimo organo di espressione democratica cittadina. Non un evento mondano, ma il luogo in cui i rappresentanti scelti dai cittadini si riuniscono per discutere e decidere il futuro della città.

I volti nuovi erano pochi, soprattutto tra i banchi della maggioranza e ancora di più della Giunta. Un quadro che conferma la continuità di un assetto politico-amministrativo che governa Fermo da quindici anni. Durata che rappresenta, se non sbaglio, un caso piuttosto raro nella storia recente della città. Ad attirare la mia attenzione non è stato però quello che accadeva dentro la sala consiliare di Palazzo dei Priori ma ciò che c’era fuori. Uno striscione, di quelli artigianali, con la scritta in verde “Salviamo il Girfalco”. Alcuni consiglieri di minoranza si sono fermati a parlare con i rappresentanti delle associazioni promotrici della raccolta firme per riconsiderare il progetto di “riqualificazione”. Dalla maggioranza molti sguardi, ma non si è fermato nessuno.

Quanto accaduto mi ha riportato in mente un commento letto sui social a margine dell’intervista fatta su Interferenze ai presidenti di Italia Nostra e Legambiente di qualche giorno fa, in cui chiedevano che la discussione sul Girfalco venisse portata in consiglio comunale per essere condivisa con la città. Avevo titolato “L’amministrazione Scarfini al bivio…”. Uno dei commenti è stato all’incirca “Al bivio di cosa? Hanno vinto e fanno quello che vogliono”. Una frase che fotografa una concezione del potere tanto diffusa quanto pericolosa. In democrazia non funziona così. Chi vince le elezioni ottiene il diritto e il dovere di governare, non il privilegio di sottrarsi al confronto con i cittadini. Una vittoria al primo turno rappresenta senza dubbio un risultato politico importante e un chiaro mandato elettorale. Ma, per quanto netta, non può essere interpretata come una delega in bianco su ogni scelta amministrativa.

La questione del Girfalco va oltre il merito del progetto. Si può essere favorevoli o contrari alla riqualificazione. Si può ritenere giusto intervenire o preferire soluzioni diverse. Ma c’è un principio che dovrebbe accomunare tutti: la partecipazione. Uno striscione che chiede dialogo non è un atto di ostilità verso l’amministrazione ma una richiesta di coinvolgimento.

L’amministrazione che oggi governa Fermo è la prosecuzione di un sistema politico che guida la città da quindici anni. Una continuità che porta sicuramente aspetti positivi: la stabilità favorisce la programmazione, consente di portare avanti progetti di lungo periodo e garantisce una visione coerente dello sviluppo cittadino. Sarebbe sbagliato negarlo.

Ogni medaglia però ha il suo rovescio. Quando gli stessi equilibri politici e amministrativi si consolidano per un periodo così lungo, cresce il rischio di una progressiva cristallizzazione del potere. Chi è dentro continua a esserci, chi è rimasto fuori trova sempre meno spazio. Le relazioni, i centri decisionali e le dinamiche di governo tendono a riprodursi, riducendo la capacità di rinnovamento. È anche per questo che la composizione della nuova Giunta lascia qualche interrogativo. Molti assessorati sono rimasti affidati alle stesse figure che li hanno guidati negli anni precedenti.

La rotazione delle responsabilità, tenendo conto ovviamente dei voti ricevuti, è uno dei meccanismi che mantengono vitale una democrazia. Nuove persone in nuovi settori portano nuove sensibilità, nuove idee, nuovi approcci ai problemi. Al contrario, la permanenza prolungata negli stessi ruoli rischia di trasformare l’esperienza in autoreferenzialità.

Quello striscione sul Girfalco è stato forse l’elemento politico più importante della giornata di ieri. Uno spunto che ci aiuta a ricordare come il consenso elettorale non sostituisce il confronto democratico e che la stabilità non sempre è una risorsa.

Scritto da

Paolo Paoletti

1 commento

  1. federico spagnoli

    Ieri, al mio intervento come neo consigliere comunale, quando ho pronunciato la parola girfalco mi è stato immediatamente chiuso il microfono con la scusa che avevo parlato troppo nonostante che molti cosiglieri avessero parlato più di me. Forse il Girfalco è un argomento troppo scomodo anche solo per nominarlo?

Lascia un commento

Articoli correlati