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IL CANDIDATO – Scarfini: “La giunta? Nessun posto già assegnato. Ecco come sarà la nuova Fermo”

Paolo Paoletti 9 min di lettura

di Paolo Paoletti

Per riuscire a portare a termine questa intervista sono serviti giorni e diversi messaggi WhatsApp per incastrare tempi e impegni. L’agenda del candidato sindaco di Fermo Alberto Scarfini è piena di incontri e appuntamenti. Alla fine ci siamo sentiti a pranzo e, come nel suo stile, Alberto è stato un fiume in piena. Se gli parli di vittoria al primo turno ti risponde subito: “Non me la tirare”. Dalla continuità con l’era Paolo Calcinaro:” Non si tratta di farci ombra l’uno e l’altro ma di collaborare”, al rapporto con il centrodestra, passando per sicurezza, il suo quartiere ” Santa Pedro”, giovani, periferie, sport e visione della città: in questa intervista Scarfini prova a raccontare la sua idea di Fermo, rivendicando il modello del “laboratorio civico”.

Ti presenti come candidato della continuità dopo undici anni di esperienza con l’amministrazione Calcinaro. In cosa senti di rappresentare la prosecuzione di quel percorso e in cosa invece vorresti segnare una discontinuità?

La continuità è rappresentata senza dubbio dall’amore verso la città e verso questo incarico. Il nostro modus operandi si basa su un motto: scegliere di scegliere! Non aspettare, ma avere il coraggio di prendere decisioni dopo averle ponderate. È sempre stata la filosofia che ci ha spinto in questi anni: saper affrontare le curve giuste, mettersi in gioco quando c’è un’opportunità, cogliere un bando, esserci sempre. Poi c’è la presenza tra i miei concittadini, quella fa parte del mio modo di essere. La discontinuità, invece, sarà rappresentata dalla nuova fase che si apre. Un programma scritto insieme a tanti amici, anche da chi non si candida, come Ingrid Luciani e Sara Pistolesi, che però continueranno a far parte della squadra e per questo mi sento onorato. Sarà un programma diverso, perché diversa sarà la fase: cambiano le persone e cambiano anche gli interpreti, a partire dal sindaco. Ed è normale che sia così.

Molti ti definiscono il “delfino” di Paolo Calcinaro e sicuramente la sua è stata una figura molto forte e carismatica. Ti riconosci in questa etichetta oppure pensi rischi di sminuire il tuo percorso personale e politico?

Il rapporto e la collaborazione con Paolo possono rappresentare soltanto un valore aggiunto, non certo un limite, né per me né per questa città. La sua nomina ad assessore regionale alla Sanità deve essere considerata motivo di orgoglio. A memoria non ricordo un assessore regionale espressione specifica della città di Fermo. Sul fronte opposto non ritengo affatto che la sua figura possa sminuire il mio percorso personale e politico. Un gioco di squadra, tra l’altro, che stiamo costruendo insieme agli altri componenti della coalizione che si presentano a queste elezioni. Non si tratta di fare ombra l’uno all’altro, ma di collaborare nell’interesse della città.

C’è stato un momento in cui le forze di centro destra ti hanno cercato per creare un’unica coalizione. Insieme agli altri tuoi alleati avete detto di no. I detrattori dicono che tutti i posti dell’eventuale nuova giunta sono già occupati è vero?

La giunta sarà il frutto di una sintesi che arriverà dopo il voto, nel rispetto sia della volontà degli elettori sia delle competenze. E questo secondo aspetto, per me, è fondamentale. Quindi no, i posti non sono già occupati. Il nostro è un progetto nato 15 anni fa da un gruppo di persone innamorate della città e con la volontà di accorciare la distanza tra cittadini e amministrazione, rendendola meno lontana e più accessibile. Un laboratorio politico che oggi è diventato solido. Da mesi stiamo dialogando con tante realtà e contenitori della città. Chi vuole stare con noi deve però accettare il nostro percorso e le nostre caratteristiche. Credo che un progetto come quello che stiamo portando avanti non debba chiudersi a riccio, ma allo stesso tempo chi decide di farne parte deve condividerne identità, metodo e visione.

Forza Italia però è con te, anche se sotto forma di civica…

Posso dire che Forza Italia non fa parte di questa coalizione: non c’è il simbolo e non è presente nel progetto politico che abbiamo costruito. Nella nostra coalizione non ci sono partiti o formazioni politiche tradizionali, ma un percorso civico nato attorno a idee, persone e a una visione condivisa della città.

Questa domanda l’ho già fatta a Calcinaro e a Tosoni. Fermo si trova di fronte ad un corto circuito politico dove il candidato sindaco appoggiato da Calcinaro, cioè tu, non è sostenuto da quelle stesse forze con cui Calcinaro è alleato in Regione. Come la spieghi?

Parliamo di un contesto completamente differente, di un ente amministrativo diverso dalla Regione. Il Comune ha una vicinanza molto più diretta ai cittadini, soprattutto in una città che negli ultimi 11 anni ha seguito un percorso ben preciso. Il nostro è un laboratorio civico con caratteristiche chiare e una propria identità. Il percorso regionale segue dinamiche e strade differenti. Condivido quanto detto da Paolo nella sua intervista con te. La strada da lui intrapresa non è un vincolo per gli altri. Siamo totalmente indipendenti.

Sei stato assessore al bilancio, allo sport e alle politiche giovanili. Qual è la scelta amministrativa di cui vai più orgoglioso? E invece c’è qualcosa che oggi, col senno di poi, avresti gestito diversamente?

Il lavoro svolto è stato enorme, portato avanti su più direttrici: dalla gestione del bilancio alla capacità di intercettare risorse attraverso bandi nazionali, europei e regionali. C’è stata una grande condivisione di intenti tra dipendenti comunali, dirigenti, giunta e sindaco. Un vero gioco di squadra di cui sono orgoglioso. Sul fronte sport e giovani abbiamo cercato di offrire sempre più possibilità ai ragazzi, sia attraverso la gestione degli impianti sia creando spazi capaci di rispondere alle diverse inclinazioni e passioni di ciascuno. L’obiettivo è stato quello di accompagnare la crescita dei giovani, tutelandone individualità e percorsi personali. Penso, ad esempio, agli accordi raggiunti per l’utilizzo pomeridiano delle palestre provinciali e agli investimenti sugli impianti sportivi, che hanno permesso di ampliare opportunità e servizi per tante associazioni e famiglie.

Se dovessi convincere un giovane a restare a Fermo con una sola frase, cosa gli diresti?

Una sola frase? Non è facile. Gli direi che da parte nostra c’è stato, e continuerà ad esserci, un forte impegno verso i giovani e la loro tutela, a partire dalla formazione. Penso ai percorsi di accompagnamento verso la fase universitaria e alla crescita di realtà formative legate a facoltà e indirizzi come logopedia, infermieristica, ingegneria gestionale. Abbiamo lavorato anche sugli spazi universitari, sulla valorizzazione di luoghi come Fontevecchia. Pensiamo poi al respiro internazionale che ci fornisce il Conservatorio Pergolesi. Oltre al rafforzamento della formazione ITS, sempre più strategica per creare opportunità concrete sul territorio. Grande attenzione è stata data e vogliamo dare anche al tessuto sociale e aggregativo della città: dalle Contrade della Cavalcata dell’Assuta ai servizi sociali di prossimità, passando per il ruolo dell’Ambito Sociale, con l’obiettivo di essere vicini alle famiglie e ai ragazzi nei loro percorsi di crescita. Abbiamo inoltre lavorato sul tema dell’abitare, con nuovi alloggi destinati ai lavoratori residenti fuori città, come nel progetto dell’ex Conceria. Infine, c’è stata un’attenzione concreta verso i giovani che vogliono fare impresa e restare sul territorio. Negli ultimi mesi, attraverso il bando “Fermento”, sono stati messi a disposizione 60 mila euro per sostenere startup e nuove idee imprenditoriali. Credo che i motivi per restare a Fermo ci sono tutti.

Chi ti conosce sa quanto tu ami il quartiere di Santa Petronilla. Una zona della città che è cambiata nel corso degli anni…diventando oggi un luogo sicuro. Da sindaco continuerai ad investire nelle periferie? Penso a Lido Tre Archi, Casabianca, Lido di Fermo, Girola…

Per me Santa Petronilla è il quartiere dove sono cresciuto e a cui sono legato. La sicurezza è un tema che deve riguardare tutta la città. Sicuramente lavoreremo molto sulle periferie affinchè nessuna zona resti indietro. Interventi che puntano a ridurre le distanze e migliorare la qualità della vita. Penso, ad esempio, alla riqualificazione dell’ingresso di Casabianca e ai progetti portati avanti su Lido Tre Archi, dove si è lavorato non solo sul decoro urbano ma anche sulla sicurezza, sui servizi e sulla vivibilità: gli investimenti sullo sport, il potenziamento e la riqualificazione degli impianti sportivi del quartiere considerati luoghi fondamentali di aggregazione e crescita per i giovani. Sul fronte dei servizi, un altro risultato significativo è stato lo sportello sanitario pensato per avvicinare sempre di più i servizi ai cittadini.

Qual è oggi la vera emergenza di Fermo?

Si parla molto di sicurezza, ed è un tema che va affrontato in modo serio e concreto. In questi anni c’è stato un confronto costante con le istituzioni competenti, dalla Prefettura alla Questura, fino al Ministero dell’Interno. Tutte impegnate in prima linea. Molto è stato fatto con l’installazione di nuova telecamere in diverse zone della città partendo da Lido Tre Archi. In merito alle richieste dei residenti di Casabianca fatta su questo giornale, possiamo valutare insieme l’installazione di nuova videosorveglianza. Siamo aperti al confronto. Ma la sicurezza non può essere solo repressione. La vera prevenzione nasce anche dalla capacità di sostenere i contenitori virtuosi della città: servizi sociali, servizi educativi di strada, le contrade, le società sportive, associazioni culturali e realtà che ogni giorno costruiscono relazioni e presidio sociale. La deterrenza passa anche da qui, insieme al ruolo fondamentale della scuola. Per questo sono stati portati avanti progetti scolastici non solo legati alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, ma anche alla crescita educativa e sociale dei ragazzi.

Molti oggi ti danno sindaco al primo turno, ma in caso di ballottaggio prenderesti in considerazione apparentamenti o accordi politici?

La nostra alleanza è con i fermani. Il nostro obiettivo è vincere al primo turno.

Che sindaco vuoi essere: quello delle opere pubbliche, delle persone o delle scelte coraggiose?

A dire il vero tutte e tre le cose. Abbiamo pronta un’agenda di opere che non possono aspettare perchè seguono un inter di fondi di finanziamento ben preciso. Parlavo del rifacimento di Casabianca ma penso anche a Campiglione, all’ex Fontevecchia e molto altro. Un sindaco delle persone, perchè questo fa parte del mio essere: ho sempre lavorato tra la gente. E per le scelte coraggiose torniamo al motto che ritengo fondamentale: scegliere di scegliere.

Scritto da

Paolo Paoletti

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