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L’aquila reale torna a volare alto sui Sibillini: censite le coppie nel cuore dell’Appennino

Paolo Paoletti 3 min di lettura

L’aquila reale continua a riconquistare spazio e quota nei cieli del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Lo scorso sabato si è svolto il censimento della specie simbolo dell’area protetta, un’attività che per la prima volta ha interessato l’intero Appennino umbro-marchigiano.

Il monitoraggio è stato coordinato da Jacopo Angelini dell’associazione A.L.T.U.R.A., con il supporto di ornitologi volontari e del personale dei Carabinieri Forestali. Un lavoro capillare che punta a fotografare lo stato di salute di uno dei rapaci più maestosi d’Europa.

Con un’apertura alare che può superare i due metri, l’aquila reale rappresenta il vertice della catena alimentare del Parco. E i numeri raccontano una crescita significativa: dalle appena due coppie nidificanti censite nel 1993, anno di istituzione del Parco, si è arrivati alle otto coppie accertate nel 2025, con una densità tra le più elevate dell’intero Appennino.

Marzo è il momento chiave per il monitoraggio: è infatti il periodo in cui le aquile avviano le fasi di accoppiamento e preparano i nidi, generalmente collocati su pareti rocciose inaccessibili. Una fase delicata, ma anche la più favorevole per individuare e contare le coppie nei rispettivi territori.

A favorire questa crescita sono stati diversi fattori: una maggiore sensibilità verso la tutela della biodiversità, un controllo più efficace dell’area protetta e l’aumento delle prede disponibili, come lepri, volpi e piccoli di ungulati. Tra questi anche il camoscio appenninico, reintrodotto nel 2008, che ha contribuito a riequilibrare l’ecosistema.

Non mancano però le criticità. Il bracconaggio continua a rappresentare una minaccia, così come l’elettrocuzione dovuta al contatto con linee elettriche. Negli anni il Parco ha promosso interventi di interramento e messa in sicurezza degli elettrodotti, con l’introduzione di cavi isolati più sicuri per l’avifauna. Tuttavia, le linee più vecchie – spesso situate fuori dai confini dell’area protetta – restano un pericolo concreto. Proprio il 18 febbraio scorso, un esemplare di aquila reale è stato trovato morto per elettrocuzione nelle campagne di Gualdo.

Specie protetta in tutta l’Unione Europea, l’aquila reale svolge un ruolo fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi: regola le popolazioni di prede e contribuisce alla “pulizia” dell’ambiente nutrendosi anche di carcasse.

Al censimento ha preso parte anche il Commissario Straordinario del Parco, Corrado Perugini:
«La presenza di questo magnifico rapace è indice della buona salute dell’ambiente e rappresenta uno straordinario elemento di valorizzazione del territorio. Osservarlo in volo tra le vette dei Sibillini è un’emozione unica e un motivo in più per visitare il Parco in tutte le stagioni».

I risultati definitivi del censimento saranno disponibili nei prossimi giorni, ma le aspettative sono positive: l’obiettivo è confermare – o addirittura migliorare – il dato delle otto coppie registrate lo scorso anno. Un segnale incoraggiante per uno dei simboli più affascinanti della biodiversità appenninica.

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Paolo Paoletti

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