Tipicità Festival 2026 chiude con 10mila presenze: Fermo sempre più crocevia internazionale del “futuro buono”
FERMO – Cala il sipario sulla 34ª edizione di Tipicità Festival, che dal 6 all’8 marzo al Fermo Forum ha confermato la crescita della manifestazione e il suo ruolo sempre più centrale nel panorama nazionale e internazionale delle eccellenze territoriali.
I numeri raccontano una manifestazione in salute: delegazioni provenienti da quattro continenti, oltre 180 espositori, più di 100 giornalisti accreditati e circa 10mila presenze tra visitatori e operatori.
Un risultato costruito anche attraverso un programma particolarmente ricco, con oltre 130 eventi tra incontri, degustazioni, dibattiti e momenti di confronto che hanno animato i tre giorni del Festival.
Un lavoro di squadra che ha coinvolto un’ampia rete di soggetti pubblici e privati: Regione Marche, Camera di Commercio, Comuni co-organizzatori, Università, associazioni e partner privati, dando vita a un vero e proprio ecosistema territoriale.

“Anche per questa edizione 2026, il Festival si è presentato come un evento che, da Fermo, ha fatto e fa conoscere e promuove i sapori, le produzioni e le eccellenze di tanti settori, fra cui quello enogastronomico, capace di rappresentare l’armonia di capacità ed eccellenze della nostra regione – ha dichiarato il vice sindaco reggente di Fermo Mauro Torresi nel tracciare il bilancio della manifestazione –. Un Festival che ha raccontato la cultura, le tradizioni, le comunità che sanno guardare avanti e che instaurano rapporti internazionali con altri Paesi italiani ed esteri. Una vetrina di bellezza, un punto di incontro, un palcoscenico di prestigio che sa sempre partire dal passato, vivere il presente e proiettarsi al futuro”.
Tre gli elementi che emergono con maggiore evidenza dall’edizione 2026.
Il primo riguarda il consolidamento del profilo nazionale e internazionale della manifestazione. Tipicità si conferma sempre più uno strumento di internazionalizzazione capace di generare opportunità concrete per il Fermano e per l’intera regione Marche. Nei giorni del Festival sono arrivati tre inviti ufficiali per partecipare come ospiti a manifestazioni in altri Paesi europei ed extraeuropei.
Il secondo elemento è il ruolo di piattaforma di dialogo tra territori e comunità. Il Festival si afferma come luogo di confronto tra comunità marchigiane e italiane, dove amministratori e decisori pubblici condividono strategie, avviano collaborazioni e sviluppano nuovi progetti. Un processo che contribuisce a posizionare Fermo al centro delle dinamiche dello sviluppo “glocal”.

Il terzo sguardo è già rivolto al futuro. Le relazioni internazionali attivate, i progetti avviati e le collaborazioni nate durante la manifestazione rappresentano infatti il punto di partenza per costruire Tipicità 2027, attraverso missioni, iniziative e nuove connessioni tra comunità, imprese e istituzioni.
“Si chiude la trentaquattresima edizione – ha dichiarato il direttore Angelo Serri – che si è svolta in un momento particolarmente complesso sul piano internazionale, tra guerre, tensioni commerciali e forti perturbazioni economiche che incidono sulla vita delle persone e delle imprese. In questo scenario a tinte fosche, Tipicità Festival ha voluto indicare una via luminosa: quella della condivisione e del confronto che si sostituisce allo scontro”.
“Nella tre giorni appena conclusa Fermo è stata un faro capace di ispirare imprese, università, amministrazioni e cittadini verso un futuro possibile: quello delle traiettorie indigene, lo slogan che ha guidato questa edizione”.
Con la chiusura del Festival non si conclude dunque un percorso. Al contrario, si apre una nuova fase di relazioni, progetti e collaborazioni che accompagnerà il cammino verso la prossima edizione.

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