<span style=”color: red;”>Giulianova apre le celebrazioni per il centenario della nascita di Mario Lupo, artista nato proprio nella città abruzzese nel 1926. Si chiama Mare Primo la mostra inaugurata ieri e che si sviluppa all’interno del Loggiato Cerulli e nelle sale della Pinacoteca civica comunale Bindi. L’evento rappresenta la prima tappa di progetto ambizioso, articolato e profondamente identitario. Un percorso espositivo destinato a toccare anche Ancona e San Benedetto del Tronto. Un filo conduttore che unisce Marche e Abruzzo.
L’apertura dell’evento ha subito chiarito la portata culturale dell’iniziativa. Sirio Maria Pomante, direttore del Polo Museale Civico di Giulianova, ha richiamato le radici dell’artista, ricordando: “L’orgoglio per un’origine umile che ha segnato in modo indelebile la sua visione artistica e umana. Un legame con la terra e con il mare che diventa chiave di lettura dell’intera opera di Lupo”.
Sulla stessa linea l’intervento dell’assessore alla cultura Nausicaa Cameli, che ha sottolineato l’importanza simbolica di Giulianova come punto di partenza del progetto Lupo100: non solo una scelta geografica, ma un riconoscimento del rapporto profondo tra l’artista e la cultura adriatica.
Il cuore del progetto è stato illustrato da Rosalba Rossi, curatrice della mostra e presidente di Endeca | Agitatore Culturale ETS, che ha delineato una trilogia espositiva capace di raccontare, tappa dopo tappa, l’universo poetico di Lupo. Un lavoro corale, reso possibile anche grazie all’impegno di Maristella Lupo, figlia dell’artista e ideatrice del progetto, che ha parlato apertamente di “un sogno che si realizza”, ringraziando il team creativo e organizzativo che ha contribuito alla costruzione dell’iniziativa, dal progetto grafico al docufilm in lavorazione.
E’ nella lettura critica dell’opera che emerge la statura artistica di Mario Lupo. Nunzio Giustozzi, già assessore alla Cultura del Comune di Fermo sotto l’amministrazione Brambatti, lo definisce: “Un maestro della figurazione, capace di reinterpretare temi classici – il mare, la luna, le onde – attraverso uno stile personale e riconoscibile. Un linguaggio che richiama la “stanza dello stile” di Cesare Brandi, dove ogni immagine diventa espressione autonoma e coerente di una visione profonda, quasi spirituale, della realtà”.
A rafforzare questa chiave interpretativa è intervenuto Marino Capretti, che ha guidato il pubblico dentro il senso più intimo di Mare Primo. “Il mare, nelle opere di Lupo, non è mai semplice paesaggio: è origine, memoria, forza primigenia. È il luogo da cui nasce lo sguardo dell’artista. Nei dipinti emergono figure e simboli ricorrenti, i gabbiani come speranza, le donne in attesa, gli olivastri segnati dal tempo, che raccontano un’umanità sospesa tra fatica, resilienza e appartenenza. Un racconto visivo che tiene insieme luce, gesto pittorico e identità”.
La mostra si espande anche oltre il Loggiato Riccardo Cerulli, con due opere – un paesaggio e una marina – esposte presso la Pinacoteca Civica Vincenzo Bindi, in dialogo con la Scuola di Posillipo. Un confronto che mette in relazione tradizione e contemporaneità, evidenziando l’originalità dello sguardo di Lupo nel panorama pittorico.
Tra i momenti più intensi della serata, la lettura di un testo di Riccardo Lupo, figlio dell’artista scomparso nel 2020. Un passaggio che ha toccato profondamente il pubblico:
“Quello che ha diretto mio padre in tutta la sua vita è ‘la passione’ Attraverso essa si è conosciuto, si è confrontato con la vita stessa, con fede incessante e forte. Attraverso la pittura, ha trovato la capacità di esprimere il proprio sentire con nitidezza e onestà, riuscendo a conferire all’opera una verità sincera ed autentica nella quale la gente si è riconosciuta.”
Parole che restituiscono il senso più autentico dell’intera operazione culturale: non una semplice celebrazione, ma un ritorno a uno sguardo, a una visione, a un’identità. Le sale gremite del Polo Museale Civico e della Pinacoteca testimoniano l’interesse suscitato dall’iniziativa, con la presenza di artisti, operatori culturali e visitatori arrivati anche dalle Marche, territori in cui Lupo ha vissuto a lungo. Un pubblico partecipe, coinvolto, che conferma la forza evocativa di un progetto capace di parlare al presente.
“Mare Primo” è solo l’inizio. Il viaggio proseguirà con “Mare Tutto” ad Ancona e “Mare Altro” a San Benedetto del Tronto, attraversando idealmente tutto l’Adriatico. Un percorso che non si limita a raccontare un artista, ma prova a ricucire una geografia emotiva e culturale.
Lo sintetizza bene Franco Mercuri, con parole che suonano come una dichiarazione d’intenti: “Oggi si sciolgono gli ormeggi, sale il vento su Mare Primo a Giulianova, una delle città delle genti dell’Adriatico, e comincia un viaggio che si attraverserà Abruzzo e Marche con richiami a tutto l’Adriatico, da Venezia a Torre Mileto sul Gargano. Perché il senso di tutto, forse, è proprio qui: riportare le persone dentro una storia, dentro un paesaggio, dentro una visione identitaria che, in fondo, da cento anni ed oltre continua a essere la stessa. Cambiano i volti, cambiano i tempi, ma il mare, la gente e le storie restano. Tutto torna dentro uno sguardo. Quello di Mario Lupo.”
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