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Quando si accendono le luci del Teatro dell’Aquila, la piazza si trasforma. Da salotto a parcheggio: è ancora un spazio sacrificabile?

Paolo Paoletti 2 min di lettura

Piazza del Popolo è pedonale da decenni. Una scelta ( per chi se lo ricorda arrivata non senza polemiche) che ha cambiato il volto della città, restituendo dignità, respiro e bellezza a uno dei luoghi più iconici delle Marche e d’Italia. Riguardare le vecchie foto d’epoca e vederla ancora in versione parcheggio, lascia spazio ai ricordi dei tempi che furono, un passato ormai lontano dove forse mancava una sensibilità culturale ed estetica a vantaggio del commercio e della comodità.

Eppure c’è un’eccezione. Sempre la stessa. Sempre prevedibile. Quando si accendono le luci del Teatro dell’Aquila, la piazza si trasforma. Da salotto urbano a parcheggio. È una contraddizione che ormai abbiamo interiorizzato, quasi normalizzato. Ma resta una contraddizione.

Perché proprio nei momenti in cui Fermo ha l’occasione di mostrarsi — spettacoli, concerti, eventi che portano pubblico anche da fuori — la città sceglie di derogare a sé stessa.

Auto al posto dei bimbi che giocano e corrono. Lamiere che irrompono nelle foto. Comodità al posto della visione. Non si tratta di essere ideologici. Si tratta di essere coerenti.

Una piazza pedonale non può esserlo “quasi sempre”. O lo è, oppure non lo è.

Piazza del Popolo domenica 22 marzo durante il Galà d’Atletica delle Marche al Teatro dell’Aquila

E qui non siamo davanti a un’emergenza imprevedibile, ma a una prassi consolidata. Una consuetudine che, anno dopo anno, svuota di senso quella scelta fatta decenni fa. Perché il punto non è solo estetico.
È identitario. La Piazza del Popolo non è uno spazio qualsiasi: è il simbolo di Fermo. È la prima immagine che resta impressa a chi arriva. Ed è proprio nelle serate di teatro — quando la città è più viva, più aperta, più osservata — che quella immagine viene compromessa.

Davvero vogliamo dire che non esistono alternative? Davvero una città come Fermo non è in grado di organizzare mobilità e accessi senza sacrificare il suo luogo più rappresentativo?Il tema non è tecnico. È politico. Per questo la questione non può più essere aggirata. Deve diventare una domanda chiara, diretta, pubblica. Ai candidati sindaco: che idea avete di Piazza del Popolo?

È un bene da tutelare sempre, senza eccezioni? Oppure è uno spazio negoziabile, sacrificabile quando serve? Perché governare una città significa anche questo: scegliere cosa difendere davvero. E decidere se la bellezza è un valore strutturale o una variabile occasionale.

Piazza del Popolo merita una risposta. E questa volta non può essere parcheggiata.

Scritto da

Paolo Paoletti

1 commento

  1. Enzo

    Penso anche io sia grave, succede solo a Fermo. Vi immaginate piazza del popolo di Ascoli usata come parcheggio quando anche loro hanno teatro?

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