L’INTERVISTA – Porto San Giorgio e Fermo unica destinazione turistica, il sindaco Vesprini apre: “Ha senso parlarne rispettando le differenze. Sui servizi nessuna serie B”
di Paolo Paoletti
A un anno dalla fine del mandato, con diversi cantieri aperti e una partita ancora tutta da giocare sul futuro della città – dal rapporto con Fermo alla tenuta dei servizi, fino al tema sicurezza – abbiamo incontrato il sindaco Valerio Vesprini per tracciare un bilancio senza filtri, tra risultati raggiunti, autocritiche e prospettive. Un equilibrio, quello di Porto San Giorgio, non sempre semplice: da una parte la vocazione turistica della città, dall’altra le esigenze quotidiane di una comunità che vive il territorio dodici mesi l’anno.

Sindaco, a questo punto del mandato si possono già fare dei bilanci: qual è la decisione di cui vai più orgoglioso?
Sono orgoglioso di aver dato continuità e visione alla città. In particolare, aver avviato interventi strutturali che non si vedono nell’immediato ma che cambieranno davvero Porto San Giorgio nei prossimi anni: riqualificazioni urbane, attenzione agli spazi pubblici e una città più curata e vivibile tutto l’anno, non solo d’estate. Inoltre, sono orgoglioso del rinnovamento portato avanti, della collaborazione interna all’Amministrazione e del coinvolgimento dei giovani.
Cosa rifaresti in modo diverso?
Col senno di poi, avrei accelerato su alcuni processi burocratici. La macchina amministrativa è complessa e a volte rischia di rallentare anche le idee migliori. Forse avrei spinto ancora di più sull’innovazione e sulla digitalizzazione sin dall’inizio.
Porto San Giorgio è una città turistica ma anche residenziale e viva tutto l’anno. Non sempre il divertimento turistico convive con le esigenze di chi la città la abita. Che direzione sta prendendo davvero?
La direzione è quella dell’equilibrio. Porto San Giorgio non può essere solo una città-vetrina estiva, ma neanche rinunciare alla sua vocazione turistica. Stiamo lavorando per un turismo più sostenibile, che porti valore senza compromettere la qualità della vita dei residenti.

I dati turistici sono in crescita: quanto è merito delle politiche comunali e quanto invece di un trend generale in cui, visti i costi elevati, si tende a ‘restare in zona’?
Entrambi. È evidente che esiste un trend nazionale che favorisce il turismo di prossimità, ma sarebbe riduttivo dire che è solo quello. Gli eventi, la promozione, la cura del territorio e dei servizi hanno inciso in modo concreto.
Sempre sul fronte turistico, ha senso ragionare su una destinazione unica Fermo–Porto San Giorgio? Cosa ne pensi?
Ha senso parlarne, ma rispettando le differenze. Sono due realtà complementari: una più storica e culturale, l’altra più turistica e marittima. Insieme possono offrire un’esperienza completa, ma senza perdere la propria identità.
Esiste ancora una rivalità politica tra le due amministrazioni e tra i due Comuni o è superata?
Direi che oggi è molto attenuata. C’è più collaborazione rispetto al passato. Le sfide sono comuni e richiedono sinergie, non divisioni.

Su sanità e servizi pubblici, il baricentro è Fermo: questo penalizza Porto San Giorgio?
Il tema esiste. È chiaro che il baricentro stia a Fermo, ma il nostro obiettivo è garantire servizi di prossimità adeguati. Non possiamo permettere che i cittadini si sentano cittadini di serie B.
I cantieri aperti, il più recente è Piazza Mentanta, ma qual è l’intervento che cambierà concretamente il volto della città nei prossimi anni?
Gli interventi di riqualificazione urbana e sul lungomare avranno un impatto decisivo. Sono opere che incidono non solo sull’estetica, ma anche sull’economia e sulla vivibilità. In questo ultimo anno del nostro mandato, inoltre, abbiamo molti cantieri in corso: si tratta di opere importanti che daranno un volto migliore alla città e andranno incontro all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale.
Parliamo di sicurezza. Più che i numeri, spesso conta la percezione: Porto San Giorgio è una città sicura oggi?
Porto San Giorgio è una città sicura, anche se la percezione, soprattutto nel periodo estivo, sembra dire il contrario. Abbiamo investito in controlli, illuminazione, presenza sul territorio di concerto con gli organi preposti, come la Prefettura, la Questura e la Polizia locale. La sicurezza parte dalla prevenzione, dall’educativa di strada, dal lavoro nelle scuole e con le famiglie. Siamo in procinto di inaugurare in via Marsala la struttura che ospiterà il progetto DesTEENazione, rivolto a ragazzi e adolescenti tra gli 11 e i 21 anni, con laboratori, attività e sportelli di supporto psicologico. Direi che si tratta di un’iniziativa di enorme portata e di profondo valore sociale.
Qual è la critica dell’opposizione che ti infastidisce di più?
Quelle pretestuose, che non tengono conto della complessità amministrativa (considerando che hanno quasi tutti amministrato per almeno 5 anni la città). Il confronto è fondamentale, ma deve essere serio e costruttivo, altrimenti diviene polemica sterile.
Parliamo di scelte coraggiose, qual è stata la decisione più difficile che hai preso da quando sei in campo politicamente ?
Quelle che incidono sulla vita quotidiana delle persone: scelte urbanistiche, regolamenti, interventi che magari creano disagi nel breve periodo ma sono necessari nel lungo. Prendere decisioni impopolari è sempre la prova più dura.
C’è un secondo mandato all’orizzonte?
È una valutazione che farò con serenità. Ora sono concentrato sul lavoro da portare a termine.
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